FU WENJUN——From Greek sculpture to the dilemmas of the sign



      Miraculous conceptual photography 140x175cm 2015

      Fu Wenjun describes history, through a survey, which breaks down the sign, and reproposes it on new rails of signification. So we witness photographic re-workings in strong conceptual terms. The Myth is rearranged in a modern way. After abandoning the old fetishes linked to the use of oil colours and of brushes, Fu Wenjun, adopts, in his creations, new means of image “capture”. In his photographic processing, the psyche finds itself in those new labyrinths where the sign is captured. The task of the Master is to fight the Minotaur and to get out of the prison where Minosse has enclosed the essence of the sign. In Wenjun’s works, we can find what I want to define as “the new Ark of alliance”. It deals with unconventional works. Works which give a new birth to the sign. Fu is a real polyglot of the sign. His art speaks all the languages of the world. It deals with an art which after exploring history, brings us back the most learned re-working. In time, Fu Wenjun’s pictorial development explores new paths. From the idea of a “puritan” sign, nearly holy and inviolable, changes over a more incisive sign. The canvas doesn’t host only beauty and divine perfection, but in the last period his canvas also hosts what are the “tumultuousness of the psyche”. His artworks have the same evocative strength and the same power of the Ten Commandments. They are biblical works, which should be studied, because of the deep concept they contain.



      Take the Horse Head as Guide conceptual photography 140x175cm 2015

      It’s useless to hide that what Fu Wenjun creates are artworks destined to a cultivated public. His conceptual photographs make the subjects really immortal. In this way history becomes legend and is handed down in the Master’s conceptual re-workings. A story which alienates from its purity and exaltation of false myths. A story written in a modern key. Fu Wenjun’s creative process is really brilliant. Through his works, we witness the birth of a kind of photography which doesn’t limit itself to trace the lines of the truth: his conceptual photography gives the thing’s caos the right order. The Master is a real Demiurgo. A real genius which restores the true order and alienates it from the enigmatic caos of things. The sign, in the reality we live in, is corrupted and degenerates to a cognitive magma. A magma, which comes from a volcano which has given birth to a sick foetus. Fu Wenjun, through the genius of his mind, succeeds in the difficult task to give form to the magma, by turning it in manifest reality. His works are the most wonderful proof of how photography can turn in artwork characterised by strong and deep contents. The onlooker, which observes his creations, wonders about the hidden (latent) meaning every work has.



      Fair Lady conceptual photography 140x175cm 2015

      For sure I can give the Master a great credit, in fact he managed to trace the basis for a new Olympus of reason. Against every king of painting which uses silly and inconsistent cognitive shortcut, Fu Wenjun is the Prophet of the new Art; this kind of Art has the task to reveal the dilemmas of the sign. As a real Prophet, the Master, traces new guide lines of a path which uses a constant research, to get to that promised land, whose new King is Fu Wenjun. Thanks to his art, the Master is on the most important stages in the world; and he is doing that as a great protagonist. The History of Art is going to be rewritten. A story, which, for some time, is already starting to talk about Fu Wenjun’s great conceptual photographic re-workings.

      Salvatore Russo

      Rome, 23rd January 2015

      Fu Wenjun --- Dalla statuaria greca ai dilemmi del segno

      Fu Wenjun ripercorre la storia; e lo fa attraverso un’indagine, che scompone il segno, e lo ripone su nuovi binari di significazione. Assistiamo, dunque, così, a delle rielaborazioni fotografiche in chiave fortemente concettuale. Il Mito viene riadattato in chiave moderna. Abbandonati i vecchi feticci legati all’uso del colore ad olio e del pennello, Fu Wenjun, adotta, nelle sue creazioni, i nuovi mezzi di “cattura”dell’immagine. Nelle sue elaborazioni fotografiche, la psiche si trova in quei nuovi labirinti in cui il segno è prigioniero. Compito del Maestro è quello di combattere il Minotauro ed uscire dal carcere in cui Minosse ha racchiuso l’essenza del segno. Nelle opere di Wenjun, ritroviamo, quella che voglio definire: “la nuova arca dell’alleanza”. Sono opere non convenzionali. Opere che ridanno una nuova vita al segno. Fu è un vero poliglotta del segno. La sua arte parla tutte le lingue del mondo. Un’arte che dopo aver esplorato la storia, ce ne riporta la sua più dotta rielaborazione. Nel corso del tempo, l’evoluzione pittorica di Fu Wenjun, percorre nuove strade. Dall’idea di un segno “puritano”, quasi sacro e inviolabile, l’artista passa ad un segno più incisivo. La tela non ospita più soltanto la bellezza e la perfezione divina, ma negli ultimi anni la sua tela, ospita quelle che sono le “turbolenze della psiche”. Le sue opere hanno la stessa forza evocativa, e la stessa potenza dei dieci comandamenti. Sono opere bibliche, che dovrebbero essere studiate, per il profondo concetto che racchiudono. È inutile nascondere che quelle che Fu Wenjun crea, sono opere destinate ad un pubblico colto. Le sue fotografie concettuali rendono i soggetti rappresentati realmente immortali. La storia diventa così leggenda, e viene tramandata nelle rielaborazioni concettuali del Maestro. Una storia che si aliena dalla sua purezza e dall’esaltazione di falsi miti. Una storia che viene riscritta in chiave moderna. Il processo ideativo di Wenjun è davvero geniale. Con lui assistiamo alla nascita di un tipo di fotografia che non si limita a tracciare le linee del vero: la sua fotografia concettuale ridà così il giusto ordine al disordine delle cose. Il Maestro è un vero Demiurgo. Un vero genio che ristabilisce il vero ordine e lo aliena dal caos enigmatico delle cose. Il segno, nella realtà in cui viviamo, si inquina e degenera in magma cognitivo. Un magma, che proviene da un vulcano che ha partorito un feto malato. Fu Wenjun, attraverso la genialità della sua mente, riesce nel difficile compito di dar forma al magma, trasformandolo in realtà manifesta. Le sue opere, sono la più straordinaria testimonianza, di come la fotografia, si può trasformare in opera d’arte dai forti contenuti. L’astante che ne osserva le creazioni, si interroga sul significato latente che ogni opera ha. Posso sicuramente riconoscere un grande merito al Maestro. Il merito è quello di aver saputo tracciare le basi per un nuovo Olimpo della ragione. Contro dunque, ogni tipo di pittura che utilizza sciocche e inconsistenti scorciatoie cognitive, Fu Wenjun è il Profeta della nuova Arte; quel tipo di Arte che ha il compito di svelare i dilemmi del segno. Come un vero Profeta, il Maestro, traccia le nuove linee guida di un percorso che si avvale di una continua ricerca, al fine di arrivare in quella terra promessa, della quale Fu Wenjun è il nuovo Re. Grazie alla sua Arte, il Maestro, sta calcando i palcoscenici più importanti al mondo; e lo sta facendo da grande protagonista. La storia dell’Arte sta per essere riscritta. Una storia che, da qualche tempo, ormai, comincia a parlare delle grandi rielaborazioni fotografiche concettuali di Fu Wenjun.

      Salvatore Russo

      Roma, 23 Gennaio 2015


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